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mercoledì 17 ottobre 2007

Il prezzo della maternità

In questi giorni in Italia si vara finalmente un provvedimento che mette fuori legge i datori di lavoro che impongono alle donne il ricatto più vecchio del mondo: o il lavoro o i figli.

Ed è di oggi invece la notizia, data soavemente da Eva Longoria, che a Hollywood pare sia normale e accettato senza storie rimandare il proprio desiderio di maternità per il bene della professione. Nel caso specifico per non creare problemi alla produzione di Desperate Housewives e di assecondare il divieto del produttore Marc Cherry.
In Italia una pressione di tale tipo avrebbe suscitato almeno una puntata speciale di Porta a Porta ma in America nessuno batte ciglio.
Che ne dite?

mercoledì 17 ottobre 2007 9.35.15 (W. Europe Standard Time, UTC+01:00) #
Commenti [1] -
Mamme per sempre


mercoledì 24 ottobre 2007 14.12.07 (W. Europe Standard Time, UTC+01:00)
Io non ho avuto il ricatto di non avere figli anche se per mia scelta di correttezza ho preferito aspettare almeno due anni dopo l'assunzione dove lavoro attualmente prima di rimanere incinta (rimandando il primo figlio a 33 anni!). Comunque, nonostante tanta attenzione alle esigenze dei datori di lavoro, ho lavorato fino all'ottavo mese di gravidanza (ho fatto tutta la maternità facoltativa solo perchè non avevo nessuno a cui lasciare la bimba ed ho dovuto aspettare che me la prendessero al nido a 10 mesi), da quando ho avuto il mio primo figlio (ed è peggiorato ora che ho avuto il secondo) sono diventata una dipendente di serie B. Gli avanzamenti di carriera e di stipendio mi sono preclusi, mi si appioppano tutti i lavori peggiori e vengo criticata per ogni piccola assenza (anche se lavoratori maschi non incinti ma con varie malattie fanno molte piu' assenze di me). Per non parlare dell'opinione diffusa (anche tra i colleghi) che ora che ho famiglia non mi interessi piu' il lavoro ma sia solo una necessità.
Ora poi che ho "osato" chiedere una riduzione di orario anche solo di due ore al giorno e anche provvisoria (lavoro otto ore), oltre ad essermi stata rifiutata sono diventata quasi un peso per la società.
Il risultato è che adoro i miei bambini e vorrei (cosa impossibile) perfino farne un terzo, ma oltre a farmi in quattro per conciliare tutti gli impegni di mamma e lavoratrice, mi hanno tolto tutte le soddisfazioni e l'appagamento sul lavoro (ho sempre adorato lavorare) e reso tutto ancora più pesante.
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